È ufficiale: Bob Dylan non ci va!

C’era da aspettarselo. Era nell’aria da subito. Come quando inviti qualcuno a una festa e ti risponde: “Casomai passo!”

Ecco, una risposta così cosa ti fa pensare? Fai finta di non cogliere ma intanto mangi la foglia con tutto il picciolo!!

Infatti gli svedesi lo avevano definito cafone, mai pensando che un premio tanto ambito potesse essere, più o meno gentilmente, declinato o anche non ritirato di persona.

E invece si: lo schivo cantautore o, meglio, poeta, ha mandato una lettera, scritta di proprio pugno (almeno così si vocifera), in cui ribadisce che si sente davvero onorato, che proprio non poteva sperare di meglio, ma, ahimè, non potrà essere presente alla cerimonia del 10 Dicembre p.v. per non meglio definiti “altri impegni”.

Chiunque si stupisca dell’ultima decisione di Dylan, non ha forse colto una lunga serie di impercettibili segni premonitori, come ad esempio la frase di chiusura della telefonata di ringraziamenti che seguiva il silenzio stampa post-assegnazione: “ritirerò volentieri il premio, se i miei impegni me lo consentiranno”

Quello che davvero sorprende, a mio avviso, è la forza della sua passione, così prorompente da vincere una timidezza inverosimile e trascinarlo ogni volta su quel palco, che lui stesso definisce come l’unico  luogo dove si è sentito, da sempre, davvero felice!

Non c’è che dire, mai come in questa occasione ha avuto la meglio il valore che più ha caratterizzato la sua carriera e la sua vita: la LIBERTÀ, che non ha prezzo e che non conosce compromessi.

 

Il nobel Bob Dylan non andrà a ritirare il premio

Il neo-Nobel Bob Dylan non andrà a ritirare il premio