Perchè non riesco a smettere di shabbare?
  • Sono curiosa, creativa e adoro imparare cose nuove
  • Adoro i cambiamenti
  • I miei mobili mi hanno un pò stancato ma ci sono affezionata e non ho fondi sufficienti per ricomprare tutto
  • Il bianco illumina e dà idea di ordine (per carità, in casa mia non aprite cassetti e ante!!)
  • Un mobile ‘rivisitato’, rispetto ad uno nuovo, ha una storia da raccontare
Un pò di me . . 

Abito nella mia casa da 20 anni tondi tondi e il mio arredamento è partito dai mobili di famiglia, gentilmente concessi dalla mia mamma. Per raggiungere un’armonia e per creare ambienti che parlassero di me, ho scelto di integrare con uno stile principalmente etnico. 20 anni fa andava molto e mi permetteva di ospitare tutti i souvenir portati da viaggi in giro per il Mondo (da buon Sagittario, sono sempre in movimento).

Qualche mese fa abbiamo preso il coraggio a 4 (forse qualcuna in più) mani e ci siamo imbarcati in una ristrutturazione veloce. Siamo partiti dal rifacimento ex-novo di un impianto elettrico a dir poco datato e, dato che l’appetito vien mangiando, abbiamo rifatto i bagni, cambiato tutte le porte di casa, ridipinto, messo la caldaia a gas…e tante altre cose che mi porterebbero ancor più fuori tema di quanto già non abbia fatto. (i curiosi possono trovare alcune immagini qui , qui e anche qui)

Quando mi sono trovata alle prese con le scelte di bagni e porte, mi sono dovuta fermare un attimo per cercare di capire cosa mi piacesse davvero. Come volevo diventasse il mio nido ed ecco che più cercavo e studiavo le case degli altri, più capivo quali fossero i colori e lo stile che mi facevano sentire a mio agio e che si armonizzavano con ciò che già avevo e non potevo o non volevo cambiare (ad esempio il parquet, che adoro!).

Questo è stato a grandi linee il percorso che mi ha portato a studiare il recupero creativo degli oggetti che abitavano insieme a me. Dopo aver buttato, regalato, svuotato, ho scelto i mobili che dovevano restare e piano piano sto lavorando per dare loro nuova vita!

E così, finalmente, siamo arrivati alla sedia!

Questa è una delle tante sedie di casa, che mi vedranno impegnata, senza fretta, nel prossimo futuro.

Oltre al BIANCO PURO OPACO, le tonalità scelte per gli ambienti a cui le sedie sono destinate, ve le riporto qui, soprattutto per sottolineare che questa è la prima cosa che dobbiamo capire quando stiamo pianificando la trasformazione…

STEP 1. SGRASSATURA E CARTEGGIATURA

La prima cosa da fare è preparare la sedia ad ‘accogliere’ le vernici che riceveranno. Per farlo, dobbiamo ripulire per bene la superficie (passo sul legno, con uno straccio pulito, una soluzione ottenuta con un paio di tappi di ammoniaca in un litro di acqua tiepida). Dopodichè non mi resta che passare la carta vetrata (grana sottile) o una paglietta resistente (si compra in ferramenta ed è più resistente di quella per pulire le stoviglie).

STEP 2. IL PRIMER

Perchè decido di dare il primer (fondo all’acqua per legno e pareti)?

  • Per uniformare la superficie
  • Per evitare che il legno sottostante, nel tempo, rilasci tannini che sporcheranno il lavoro successivo
  • Per evitare di dover dare troppe mani di smalto all’acqua o vernice chalk nei prossimi passi (sono i materiali di consumo più costosi)

Io ho usato questo:

 

STEP 3: IL COLORE

Ora sono ad un bivio: devo scegliere quale voglio che sia il risultato finale. Se voglio avere un colore unico non ci sono grassi problemi, se invece decido che alla fine voglio far risaltare alcune parti della sedia (bordi, spigoli, particolari, insomma tutte quelle parti da cui nel tempo la vernice fisiologicamente salta) devo decidere quale deve essere il colore che sta sotto. Nel mio caso volevo una sedia bianca a cui alla fine conferire un aspetto vissuto. Quindi, in base alla mia scelta, ho dato due mani (a distanza di alcune ore, rispettando i tempi di asciugatura) di smalto bianco opaco all’acqua.

Ecco il risultato, dopo lo step 3

come potete notare, qui si vede ancora la vernice sbafata sui chiodini, che successivamente ho provveduto a rimuovere con la carta vetrata (se avessi coperto con lo scotch carta anche quelli, mi sarei risparmiata questo passaggio)

Ora la sedia è decisamente più bella di prima, per i miei gusti, ma per come è fatta la sedia e per il discorso di armonizzarla alle tonalità che vi ho mostrato sopra, ho deciso di evidenziare spigoli, contorni e incavi nell’ultima fase

STEP 4: IL FINISHING

In questa fase l’obiettivo è sigillare il colore. Vogliamo proteggerlo dai danni del tempo e dell’usura. A questo scopo, visto che la sedia è destinata a restare in casa, utilizzo la cera liquida trasparente che passo accuratamente su tutto il legno con un pennello.

A questo punto la lascio asciugare per 24 ore e poi la lucido con un panno di lana. 

STEP 5: L’EFFETTO FINALE

Dato che ho optato per un risultato finale che dia l’effetto invecchiato e non ho usato colori sovrapposti con carteggiatura, il mio asso nella manica è rappresentato dalla CERA COLORATA. La cera colorata si può comprare già fatta, oppure, come nel mio caso, prapararsela da soli!

Come si prepara la cera colorata?

Metto da parte un pò di cera trasparente in una ciotola e ci aggiungo una punta di vernice acrilica nera (perchè ho scelto di sfumare sul grigio), mescolo bene e vado a coprire tutta la sedia, pezzo per pezzo.

Attenzione!!! E’ importante fare un tratto per volta perchè adesso interviene la parte più creativa: per ottenere le giuste sfumature sul bianco e un’ombreggiatura più marcata su bordi, spigoli e intagli, devo lavorare subito con uno straccio di cotone pulito (una vecchia maglietta andrà benissimo) che mi permetterà di portarla via dove voglio vedere più bianco e concentrarla dove deve essere più scuro.

 

 

 

 

 

 

ED ECCO, ALLA FINE COME E’ CAMBIATA LA MIA SEDIA! Sono davvero soddisfatta! (è piaciuta anche a mia figlia che l’ha messa subito nella sua stanza!)